DAL LIBRO:AL SERVIZIO DELLA MIA REGINA PAUL BURRELL -TEA EDIZIONI LA GIOVINEZZA (pagine 21-22) L'autobus a due piani arrancava a fatica lungo le strade che collegano la comunità minerarie del Derbyshire,la terra di Dio.Era l'ultima corsa della notte e,come un minatore ubriaco che si avvia verso casa dopo l'ultimo bicchiere,sembrava non avere alcuna fretta di giungere a destinazione.L'aria era pregna dell'odore familiare di zolfo e catrame che veniva dal fronte di abbattimento dello strato carbonifero e si mischiava con l'odore di legna bruciata.Erano circa le undici di sera del 5 novembre 1956, il giorno in cui tutto il paese si accendono falò oer ricordare l'attentato al Parlamento del 1609. Sul piano inferiore dell'autobus si stagliava la figura solitaria di una donna piuttosto robusta,vestita di nero,con un paio di occhiali dalla montatura rotonda.Sarah Kirk sedeva con una borsa sulle ginocchia e un cappello nero a cloche in testa e contava le fermate che le restavano fino al piccolo borgo di Grassmoor.Li avrebbe attraversato la strada principale che tagliava in due il villaggio,sarebbe scesa lungo il pendio di ciottoli fino a Chapel Road e, una volta in fondo,avrebbe girato a destra,per raggiungere la sua casa al numero 57.Aveva passato una piacevole serata,bevendo qualche bicchiere di birra al pub Elm Tree di Clay Cross, atre miglia di distanza. Tutti i sabati sera si vedeva con Dolly,la maggiore dei suoi otto figli.Era l'unico respiro che si concedeva nel prendersi cura del marito William,un minatore che si era ammalato ai polmoni per aver respirato troppa polvere di carbone in una vita passata sottoterra nelle miniere intorno a Grassmoor.Sarah se ne andava sempre dell'ultimo giro di birre per prendere l'autobus diretto a casa.Alle undici e un quarto,William era felice di rivederla.Mentre l'autobus rallentava,Sarah raccolse i guanti,li infilò e si alzò.Era a casa.Quasi.Scese in strada,girò a sinistra e cominciò a camminare a fianco dell'autobus,con il fiato che si rapprendeva come fumo di sigaretta nell'aria fredda della sera.L'autobus le oscurava la visuale sul lato sinistro,così non vide la motocicletta che le venne addosso e la scaraventò in aria.Erano passate da poco le undici e un quarto. Sarah Kirk era la nonna che non conobbi mai.Morì quella sera,sull'asfalto,all'imbocco della strada acciottolata che sarebbe diventata il terreno di gioco della mia infanzia.Aveva riportato ferite mortali alla testa.Aveva sessantatre anni. Per uno dei crudeli colpi di scena della vita,quella tragedia,avvenuta due anni prima della mia nascita,fu un momento determinante.Indusse i miei genitori al matrimonio che,a sua volta,preparò il mondo in cui sarei nato. (pagine 22-23) Il nonno William Kirk,affetto da una pneumoconiosi ormai termilnale,udì dei passi femminili sull'acciottolato,poi il rumore del chiavistello che veniva alzato.Il suo bene più prezioso,un orologio d'oro da tasca,gli disse che erano le undici e dieci.Sarah era in anticipo di cinque minuti. I passi risalirono le scale di legno e un volto che adorava fece capolino dalla porta.Era la sua figlia minore-mia madre.Beryl Kirk sedette ai piedi del letto,raccontando a mio nonno della bella serata che aveva passato in compagnia di un giovane di Wingerworth,un paese vicino.Era la prima ragazza di Graham Burrell. Papà che all'epoca aveva ventun anni,stava percorrendo a piedi le due miglia lo separavano da casa,lungo una strada secondaria non illuminata.Lo superò un autobus a due piani,diretto a Grassmoor. I colpi frenetici alla porta del numero 57 di Chapel Road allarmarono padre e figlia.Un vicino afferrò la mamma per le spalle.<> Mia madre,che all'epoca aveva vent'anni,scattò in piedi e un pò camminando e un pò correndo,risalì la collina.Una volta in cima,un amico la vide e la fece allontanare.Nessuno voleva che assistesse a una scena così terribile,ma tutti udirono la sue grida quando le dissero quello che era successo. Fu una perdita dalla quale non si riprese mai completamente.Quando ero piccolo,piamgeva spesso ricordando quel giorno.Ogni domenica,per tutta la sua vita,si recò al cimitero di Hasland,dove ripuliva la lapide di marmo e lasciava dei fiori feschi.Io andavo spesso con lei.Se ci fu mai un momento in cui cominciai a credere all'aldilà fu proprio l'infanzia.La mamma era molto spirituale:parlava con la nonna in cucina e accanto alla sua tomba,mettendola al corrente degli ultimi avvenimenti.La nonna era ancora con noi,diceva. (pagine 23-24-25) <> chiese a mio padre.<>Nelle settimane di lutto che seguirono l'incidente,sembrava che anche il romanticismo fosse morto.Era come se a mio padre avessero chiesto cosa volesse mangiare a pranzo,o all'ora del tè-come diciamo nell'Inghilterra del Nord.Carne e pasticcio di patate o stufato con le verdure? <>,rispose non noncuranza, <> Se la nonna non fosse morta,i miei genitori non si sarebbero sposati così presto.Questo è quanto sosteneva mio padre,per lo meno.Le circostanze lo spinsero al matrimonio e alla paternità.La dipartita della nonna elevò mia madre al rango di donna della casa al numero 57 di Chapel Road:si occupava lei di accudire il nonno,dividendo il compito con la sorella maggiore,zia Pearl,che viveva nella stessa strada al numero 16. Quattro mesi dopo l'uccisione della nonna,Beryl Kirk e Graham Burrell convolarono a nozze il 25 marzo 1957.Fu una cerimonia mesta,ricordata più per l'assenza di una persona che per i presenti.Dopo la mamma andò al cimitero,vestita ancora con l'abito da sposa,e depose il bouquet di rose rosse sulla tomba. Erano passati quattro anni da quando mio padre e mia madre avevno avuto il primo appuntamento-una passeggiata romantica lungo Mill Lane,che collegava Grassnoor a Wingerworth,due paesi divisi dalla linea ferroviaria Sheffield-Londra.Benchè avesse solo diciassette anni,la mamma spillava la birra per i minatori,dato che zia Pearl aveva la gestione di un pub-il Miner's Arm-insieme a suo marito Ernie Walker e lavorava a giornata come assistente cuoca alla miniera di carbone.Il pub e la miniera erano gli estremi opposti di Chapman Lane,che corre parallela a Chapel Road,equidistanti da casa.Le due strade formavano un fitto alternarsi di case a schiera.In ogni casa c'era un minatore e ogni cliente del pub era un minatore o la moglie del minatore.Fu nel 1952-l'anno in cui la Regina Elisabetta II salì sul trono-che papà e sue fratello Cecil vi fecero il loro ingresso.La mamma ricordava che la fissava <>.Papà ricordava <>. Papà aveva diciott'anni;era giovane,timido e ingenuo e non aveva mai avuto una ragazza.La mamma e io siamo convinti che sia stato l'alcool a dargli il coraggo di invitarla a uscire con lui.Lei accettò e non guardò mai più un altro uomo.Papà era uno dei cinque figli di un piccolo fattore ed era cresciuto tra il porcile,i recinti per i polli e una coltivazione di mele.Non diventò mai un minatore,ma lavorò sulle locomotive per la National Coal Board,smistando carri pieni di carbone diretti agli impianti di carbonizzazione e a quelli di conversione in coke di Wingerworth.Aveva sempre avuto paura delle gabbie che venivano calate nei pozzi,ma voleva anche dimostrare che non sarebbe diventato un minatore come si aspettavano tutti.Un giorno avrei provato anch'io la stessa cosa.Il servizio militare gli aveva offerto una via di fuga:dua anni lontano da casa,al servizio della Corona e del Paese,era un'alternativa di gran lunga migliore di una vita al buio,così si arruolò come aviere nella Raf Warrington.Ci disse di aver spazzato la pista da cui decollavano i bombardieri Vulcan,ma in realtà era di guardia alla stazione di controllo per il traffico aereo.Fece ritorno nel Derbyshire nel 1954. (pagine 25-26) Il 6 giugno 1958 non è una data memorabile per la maggior parte delle persone,ma lo è per i miei genitori.In uno splendido pomeriggio estivo,nacqui io,al reparto maternità dello Scarsdale Hospital di Chesterfield,e portai con me una sorpresa.Papà e mamma si aspettavano l'arrivo di una bambina e avevano già scelto il nome:Pamela Jane.Fu la levatrice a dare loro la notizia.<>.Così mi chiamarono Paul. Fin dal momento in cui era uscita dalla chiesa,la mamma aveva desiderato un figlio.Papà non era convinto.Nei primi mesi del loro matrimonio,questa fu spesso una ragione di attriti.La mamma aveva lasciato il lavoro al pub per prendersi cura di nonno Kirk e si lamentava con il marito:<>.Aspettava sempre che il nonno si fosse addormentato prima di affrontare il discorso nella camera da letto di fronte.Alla fine lo spuntò.Quando gli annunciò di essere incinta,una sera del novembre del 1957,lo fece con una certa trepidazione,ma papà era felice ed eccitato quanto lei. La mamma continuò a occuparsi di suo padre fino alla mia nascita:lo aiutava a trovare una posizione confortevole a letto,lo lavava e lo radeva,gli portava i pasti su e giù per le scale.Questo finì per minare la sua salute.All'avvicinarsi della data prevista per il parto,venne ricoverata al reparto maternità in uno stato di esaurimento fisico e ipertensione.Papà la accompagnò in ambulanza lungo il tragitto di sei miglia fino in città.Quella notte la lasciò in ospedale e promise di tornare il giorno dopo. Quando tornò,la mamma non era più lì.Percorse il corridoio e udì delle grida di dolore provenienti dalla sala parto:la mamma chiamava la nonna.Preso dal panico,corse fuori dall'ospedale e non si fermò finchè non fu arrivato a casa dei suoi genitori a Wingerworth,a sei miglia di distanza. Sua madre lo accolse bruscamente.<> gli disse.<>. Quando tornò in ospedale io ero già un fagottino avvolto nelle coperte.Alle otto di sera gli comunicarono che sua moglie e suo figlio stavano bene.Ero venuto al mondo nel reparto Regina Elisabetta II. Sei mesi dopo il mio arrivo al numero 57 di Chapel Road,nonno Kirk si trasferì al numero 16 con zia Pearl,che era divenuta vedova di recente e aveva dovuto cedere la gestione del Miner's Arm.Si assunse l'onere di accudire il nonno perchè la mamma non ce la faceva a stare dietro a entrambi.Due anni dopo era nuovamente incinta;questa volta era stato papà a insistere.Entrambi si immaginavano una bambinetta che correva per casa. In un altro luogo,in un mondo molto diverso dal nostro,un'altra famiglia desiderava disperatamente un figlio maschio.A Park House,nel complesso residenziale di Sandringham,a Nolkfolk,gli Spencer avevano già due figlie:Jane e Sarah.Un figlio maschio,John,era morto dopo poche ore di vita.Era considerato un obbligo che il prossimo fosse un maschio,l'erede del visconte Althorp. (pagine 26-27-28) Nel 1961 le aspettative di entrambe le famiglie vennero deluse. Mio fratello Antonhy William nacque il 30 marzo.La mamma non andò in ospedale quella volta,ma partorì in casa,aiutata dalla vicina Annie Tunnicliffe.Lei e papà erano orgogliosi di avere un secondo figlio in buona salute.A Sandringham ci fu un'amara delusione.L'erede non era arrivato;al suo posto quattro mesi più tardi,il 1 luglio,nacque una terza figlia,che chiamarono Dina Frances.Io avevo tre anni. Tre mesi prima della nascita di Anthony,nel dicembre del 1960,morì nonno Kirk.Ricordo vagamente il suo funerale:bara in salotto,la stanza piena di adulti vestiti di nero,io che piangevo e non riuscivo a vedere il nonno.La mamma mi raccontò in seguito che tutti i vicini erano venuti quel giorno e che in tutte le case della via avevano tirato le tende in segno di rispetto.Alla morte di un parente,era usanza passare una notte alla luce delle candele,con i parenti,gli amici e i vicini che sfilavano davanti alla bara aperta per rendere l'ultimo saluto.Alcuni la chiamano veglia.Al mio paese si chiamava <>. Ero troppo piccolo per ricordare molto altro della vita al numero 57.L'unico ricordo vivido è quello del rito del bagno nella stanza sul retro.Una vasca di stagno veniva portata dentro dal lavatoio e riempita con acqua tiepida davanti al crepito del fuoco di carbone.Mentre io mi lavavo,la mamma teneva un asciugamano davanti al fuoco per riscaldarlo.La casa era sempre fredda.Il momento del bagno non era così piacevole se la mamma aveva fretta:mi faceva stare in piedi nell'acquaio di ceramica in un angolo della stanza sul retro e mi sfregava con qualcosa che mi sembrava una paglietta per le pentole mentre io mi reggevo all'unico rubinetto,quello dell'acqua fredda,facendo sferragliare la tubazione verticale fissata alla parete. Poco dopo i funerali del nonno,ci trasferimmo cinque portoni più avanti,al numero 47.Chapel Road aveva il fondo di ciotoli ed era illuminata da lanterne nere in ferro battuto.Entrambe le nostre case erano nell'ultima fila della strada a L e si affacciavano a ovest,con un cortile sul retro che dava sull'aperta campagna declinante verso est e lungo il perimetro delle miniere.In Chapel Road c'erano alcuni negozi:la merceria di Hartshorn dove la mamma comrava la lana da lavorare ai ferri; <>,con le sue insegne di lamiera sul muro esterno,che pubblicizzavano le marche più note di prodotti alimentari-Bovril,Cadbury e Oxo-,sopra una tenda a righe verdi;e la sala corse Fletcher,dove papà non entrava mai.Alla fine della strada,proprio sull'angolo,c'era la gelateria Monty White,la mia preferita,dove potrei avere un cono di gelato artigianal appena fatto per una moneta da tre penny.Non ho più mangiato un gelato come quello di allora.Proprio di fronte alla casa nuova c'era il forno di Eldred.Mi svegliavo ogni mattina con il profumo del pane fresco e,il Venerdì Santo,con quello dei panini dolci alla cannella,subito spazzato dall'odore di zolfo e catrame che veniva dalle miniere. Dalla finestra della mia stanza vedevo i campi che terminavano contro enormi cumuli di scorie,dietro i quali torregiavano due torri di estrazione gemelle.Ogni agosto novanta pony che lavoravano in miniera venivano fatti uscire all'aria fresca e lasciati al pascolo per i quindici giorni di ferie dei minatori.