DAL LIBRO:L'ULTIMO DEI BARONI IN UN CAMPUS DI TULIPANE EZIO CAPIZZANO-COMUNICARE EDIZIONI (PAGINE 94-95-96) Il ricordo extraconiugale era di Cathrin?la bella Caterina di Salonicco. Quella città l'avevo solo di sfuggita attraversata con l'auto:un viaggio da Novara ad Instanbul per incontrare un facoltoso cliente che operava su Milano,certo Medina.Ricordi Maurizio (era il mio assistente di studio a Novara negli anni 60) quando ad Instanbul,lasciata l'auto in albergo,alla ricerca del nostro cliente il tassista ci scarrozzò per gran parte della notte per tutta la città con la scusa di non conoscere la strada?Lui,tassista!E con la mappa in mano.Ma noi lo lasciammo fare e contrastammo,però, Medina che volle denunciarlo alla polizia.Si era incaponito.Niente da fare.Come due allocchi lo seguimmo anche noi al posto di polizia più vicino.Ed erano le quattro di notte!In fondo-gli dicevo-ci siamo divertiti e abbiamo concorso ad alimentare l'equivoco perchè ci piaceva scoprire la Costantinopoli di notte.E' assurdo pretendere da un altro un diverso comportamento se c'è un tacito accordo e se si vuole proprio quel comportamento!E' la stessa cosa che rifiutare l'abbandono a te di una donna quando in fondo,da parte di entrambi,si vuole proprio questo!Ma... sai il pubblico ufficiale è un uomo castrato!Lo dice chi?...parola di Pm. Ora pensare a Salonicco è pensare a Catrhih,bionda,alta e vestita di colori!E,si,una sua caratteristica,calze rosse e striate a zebra,di quelle doppie di lana nell'inverno camerte fino a metà coscia,e minigonna! Quando la prima volta stemmo assieme all'Hotel delle nazioni a Fontana di Trevi mi fece quasi saltare un dente che era già vacillante mettendomi fortemente la mano sulla bocca.Urlavo sotto l'orgasmo potente che aveva sollecitato con la bocca.Urlavo sotto l'orgasmo potente che aveva sollecitato con la bocca e non trovò di meglio per fermare l'urlo che mettermi con violenza la mano sulla bocca imbracando i denti.Ma Catrhin era anche altro,la più bella all'epoca delle studentesse di Camerino e come vestiva!E poi che bei discorsi!Un animo gentile come quello di pochi!Amava la sua famiglia,il padre sopratutto,e amava la sua Grecia e i nostri discorsi erano un continuo affondo in una cultura che ci aveva formato negli anni del liceo.A Torano nella biblioteca Carducci in quegli anni,appena diciottenne,avevo letto tutto della letteratura greca nella bella traduzione di Ettore Romagnoli e sapevo tenerle banco. Ma a Cagliari era difficile starle dietro.Mentre seguivo i lavori del convegno (e relazionavo su agricoltura biologica e responsabilità da prodotto difettoso;legislatore qualche anno dopo avrebbe fatto propria la mia tesi),sapevo che Caterina mi aspettava a letto.Era una donna fascinosa,si faceva trovare pronta e la notte era tutta nostra.Dalla prima,sulla nave Civitavecchia-Cagliari,le altre sette passate in albergo davano un numero perfetto ma lei meritava dieci e lode!Eppure amavo come amo ancora oggi mia moglie e dedicai alcune ore a visitare la zona del castello che a Cagliari è la più antica,vedevo scorazzarvi lei che da giovanetta l'aveva abitata con la famiglia prima del loro rientro nel "continente" a Milano. (pagine 104-105) Vero,Roberta? Se vuoi facciamo l'amore anche col bambino in braccio.Se non vuoi possiamo stare anche così e goderci il nostro dialogo e perchè non (se fosse così) la virtù della rinuncia. Cosa che non ha fatto una volta una cliente di Trecate vicino Novara.Era anche lei calabrese.Giovane e brunissima. In studio in via Cattaneo,quando venne la prima volta a raccontarmi della brutta vicenda del marito caduto dall'impalcatura di una ciminiera e perciò degente in ospedale da più di una settimana si innamorò,penso,perdutamente. E,infatti,l'invito a casa. Ma perchè,mi dissi,sono sottoposto a questo assedio (telefonate ad ogni ora e una volta nel cuore della notte:"sono sola,avvocato,e penso a te".Credo si masturbasse,sentivo i gemiti).Una provocazione a dir poco da turbare chiunque.La mia incapacità di resistere si svelò:"passo da Trecate,sto andando a Milano".Col bambino in braccio un bacio senza fine,si allentò tutta e dovetti raccogliere il bambino ponendolo sul sediolone.Aveva allentato le braccia.Quasi svenne. Riversata sul divano in un lungo amplesso così com'era,al naturale.Poi si spogliò tutta e così feci ure io.C'era poco spazio per l'ipocrisia.Aveva tanta voglia,perchè non soddisfarla? Resistere,dicendole che non mi piaceva? Il problema era solo di sapere se la cosa avrebbe turbato i rapporti col coniuge.Mi rassicurò.Cosi potemmo godercela per più di due mesi.E presero un grosso risarcimento.Allora,la sicurezza sui luoghi di lavoro era ancora più difficile da attuare,mancava una legislazione.Oggi con la 626 non è che sia cambiata di molto la curva dei rischi,ma all'etica della prevenzione ho dedicato tante energie con i seminari sulla sicurezza nei cantieri edili.Vanto anch'essi di una cattedra che fa strumento su ogni versante della valorizzazione delle persone.La morte o l'infortunio non mortale tocca non una persona ma spesso una famiglia,tante altre persone compresi gli mici.Pensate,dicevo,introducendo il lavoro dei seminari,ai familiari dell'infortunato,moglie e figli compresi.Mi ero dimenticato di Elvira di Trecate. Mi disse che la nostra relazione occasionata da quell atragica circostanza era sata però per lei una terapia,le aveva fatto affrontare l'attesa del ritorno del marito con serenità.E cosi fu.Non creammo mai la minima ombra su ciò che era accaduto. Cosa vi devo dire se tante cose sono andate così?Ci creò uomo e donna,una corda di burro,diceva la mia prima moglie. "E' al secondo matrimonio,professore?Questo non lo sapevo" (Pagine 110-111) Una impurbere sulla soglia dell'adolescenza si può trasformare in femmina quando agli sguardi già vogliosi unisce alcune movenze del corpo.Cosi capitò a Dajana (terza media) e ne ebbe consapevolezza quando parlando con un gruppo di amici e con la madre tra questi nel centro di Lecce lei seguì i discorsi e con lo sguardo pieno di amore si sdraiò sul sedile posteriore dell'auto con un atteggiamento di donna già fatta.E' la ragazza una ragazza bellezza nascente.Le ho detto che dovrà accompagnare sempre,maturando,alla bellezza esteriore quella interiore affinando anche il suo senso artistico.E' già innamorata dell'arte e della cultura e ciò l'aiuterà a crescere come donna anche nel corpo.-Auguri Dajana!-le dissi osservando dalla portiera aperta dell'auto il suo incominciare a crescere. Potrebbe dirmi Temistocle: "prof., un atteggiamento da mezzo pedofilo?e io risponderei.Lasciamo stare con queste brutture.Detesto ogni violenza immaginario quelle ai bambini e manderei al rogo quei preti. "Allora,è anche un mangiaprete?" Per carità,non mi piacciono le generalizzazioni e poi...sono la mia salvezza e ho amici fra vescovi,da Francesco Gioia ad Angelo Fagiani e sacerdoti,don Antonio,don Franco e don Luigi Scuppa e tra i frati cappuccini come Serafino ed Eugenio di Acri e frate Emiliano.Ve ne parlerò.E don Andrea? di Zurigo,il mio confessore,e don Pietro di Lauropoli? E il parroco di S.Maria in Via? Li amo e ho verso di loro un pò d'invidia,capaci di tanta rinuncia! La castità-caro Temistocle-è una virtù a me sconosciuto e una meta difficile da raggiungere e,poi,oggi,dopo tante donne,sarebbe una cosa anche ridicola. Ma penso che la castità a loro imposta e quindi scelta obbligata sulla via del sacerdotizio non sia sempre un bene. Volevo soltanto dire che c'è un momento della transizione dall'adolescenza in cui se l'adolescente è di sesso femminile è quasi già anche donna e il soggetto va aiutato culturalmente a diventare una persona libera.Cultura e libertà non possono non andare a braccetto.Incominciare a curare il proprio corpo e muoversi a guardare da donna come incomincia a fare Dajana è un fatto positivo.arrestare questo processo di crescita con una cultura penitenziaria di stampo clericale è un far violenza alla libertà.